Giorgio Di Cesare

Stunning landscape photography


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Mucca in the sky... il caso e la fotografia

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Sappiamo tutti che nella vita il caso a volte assume grande importanza e la fotografia, anche quella di paesaggio, non fa certo eccezione.
A volte accade che ci troviamo dinnanzi ad una scena potenzialmente interessante dal punto di vista fotografico, ma che, per un motivo o per un altro, non si presenta esattamente come vorremmo che fosse.... Allora cerchiamo di trovare le condizioni ideali per realizzare lo scatto che abbiamo in mente: proviamo a raggiungere la location in differenti orari della giornata, oppure in differenti stagioni e condizioni ambientali, fino a che non riusciamo a fare lo scatto che avevamo immaginato (e anche con un approccio così sistematico non è certo sicuro che ci si riesca).
Altre volte è il caso che ci guida su percorsi inaspettati e sorprendenti, come mi è accaduto proprio per la foto che presento in questo articolo.
Premetto che la location della fotografia è Campo Imperatore, in Abruzzo, in pieno Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga; un luogo che amo molto e che mi ispira particolarmente, permeato com’è da qualcosa di magico, una magia che cerco sempre di carpire e portarmi via con le mie immagini.
Vista la premessa, in questo luogo è spesso l’istinto che guida i miei passi fotografici, ma quella sera in teoria sarebbe stato diverso. Già da tempo avevo in mente una foto particolare, notturna, e, tenuto conto di tutta una serie di fattori, avevo considerato quella come una serata di prove generali. Proprio per questo avevo raggiunto per tempo il luogo prescelto e, con il favore delle ultime luci del crepuscolo, avevo piazzato il treppiede, scelto l’inquadratura e la focale di scatto dello zoom grandangolare, decidendo anche la composizione della fotografia che volevo scattare.
Da quel momento, mi ero messo in attesa che il cielo si scurisse a sufficienza per ottenere le migliori condizioni per lo scatto che avevo in mente.
Nonostante il progressivo e sempre migliore adattamento degli occhi alla situazione di oscurità crescente, l’assenza della Luna creava una condizione di buio completo: la notte si stava facendo nera come l’inchiostro...
Di tanto in tanto mi muovevo ed ad un certo punto, girandomi alle mie spalle, notai come verso Sud il cielo si fosse scurito abbastanza da rendere ben evidente la Via Lattea, uno scenario che si andava facendo molto interessante....
Con calma girai allora la testa del treppiede, puntando la macchina fotografica verso Sud ed eseguendo uno scatto di prova per controllare l’effetto e la composizione dell’inquadratura. Non soddisfatto di ciò che mi era apparso sul piccolo monitor della fotocamera, ho smontato l’obiettivo sostituendolo con il fish-eye, per abbracciare un campo più vasto ed includere più cielo stellato nell’inquadratura.
Il cambio di obiettivo avrebbe comportato ovviamente anche un cambio di composizione della foto, per cui, in considerazione del buio pesto, attraverso un sistema fatto di: scatta - osserva i risultati a monitor - correggi inquadratura ed esposizione - scatta di nuovo, sarei giunto ad ottenere composizione ed esposizione ottimali.
Ad un certo punto, dopo 2 o 3 di questi scatti di prova, noto a monitor un qualcosa di particolare all’interno dell’inquadratura, una piccola sagoma indistinta che si staglia contro il chiarore del cielo; ingrandisco allora il particolare sull’LCD della fotocamera e mi rendo conto che è la silhouette di una delle tante mucche al pascolo in quella zona di Campo Imperatore.
Istintivamente mi rendo anche conto che il profilo di quella mucca, che si staglia immobile contro l’immensità del cielo stellato, è un grandissimo valore aggiunto alla foto.
Cerco quindi di correggere ulteriormente l’inquadratura regolandomi ad occhio, riuscendo però a fare solamente un paio di scatti prima che l’animale, continuando nel suo percorso solitario, sparisse tra le pieghe del terreno.
Per fortuna, almeno una delle fotografie è correttamente composta, con il profilo completo delle montagne a far da cornice alla Via Lattea e il profilo della mucca che, sia pure minuscolo, con la sua presenza aggiunge un grandissimo valore simbolico ed evocativo ad un’immagine che, altrimenti, sarebbe risultata solamente una buona foto e non uno scatto “speciale”.